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Il Revisore legale e il rapporto con l'azienda

Il Revisore Legale

 

L'attività di revisione legale è regolamentata dal D.Lgs 39/2010 e quindi non può essere classificata come libera. Il percorso per arrivare all'abilitazione di tale professione è molto lungo ed articolato e si basa sull'effettuazione dell'esame di Stato, preceduto da un periodo di tirocinio, e sulla successiva iscrizione al registro tenuto presso il MEF. Il Revisore, quindi, al termine del suo cammino avrà competenze contabili simili al dottore commercialista.

 

Il Revisore però opererà in maniera differente dal "cugino" commercialista avendo acquisito probabilmente anche capacità di analisi di bilancio ancora maggiori e più efficaci ed avendo anche appreso nel suo corso una capacità di approcciarsi al bilancio stesso in maniera estremamente più scettica ed indipendente dai fattori esterni. Il compito, quindi, del Revisore sarà quello di dare un giudizio di conformità sul bilancio che la società proporrà allo stesso e che verrà poi approvata in sede di assemblea ordinaria dei soci.

 

Il documento finale viene chiamato "Relazione della revisione" nella quale il Resivore andrà ad esprimere il proprio giudizio positivo o con rilievi sul bilancio da approvarsi. Per non dilungarci troppo, vorrei solo segnalare che la relazione di revisione è l'ultimo tassello di un lungo e gravoso lavoro che il professionista è obbligato a compiere e che inizia da un'attività di accettazione dell'incarico e per poi svilupparsi sulla pianificazione annuale e per poi sfociare nel determinare le accurate regole per lo svolgimento dell'incarico che, come regola essenziale, dovrà essere espletato in piena indipendenza e con un approccio professionale scettico.

 

Il Revisore nel Codice della Crisi

Il cosiddetto "Codice della Crisi" con l'art. 14 D.Lgs. 14/19 comma 1, definisce a carico degli organi di controllo e, quindi anche del Revisore Legale, l'obbligo di valutare se l'assetto organizzativo dell'impresa sia idoneo, se esista un equilibrio finanziario tale da non precludere l'andamento positivo dell'azienda, segnalando, in primis, all'organo di amministrazione dell'impresa l'esistenza di fondati indizi della crisi e, in secundis, nel caso di inerzia dell'amministratore nella risposta oppure nella mancanza di adozione di misure ritenute congrue al superamento della crisi stessa, l'OCRI.

 

La segnalazione in tempi congrui del delinearsi dello stato di crisi determinerà, per il Revisore Legale, come citato dal comma 3 " ...causa di esonero dalla responsabilità solidale per le conseguenze pregiudizievoli delle omissioni o azioni successivamente poste in essere dal predetto organo amministrativo,.....". Da ciò si evince la volontà del legislatore di creare un ulteriore onere per i revisori o le società di revisione, andando di pari passo ad addossare una sempre maggiore responsabilità all'imprenditore, legato ad un doppio filo alla figura del suo revisore, dato che il mancato oppure tardivo rispetto degli obblighi di vigilanza creerà una responsabilità solidale tra i due. Questo rapporto così stretto tra revisore e azienda è sicuramente un fenomeno nuovo all'interno del nostro ordinamento e dovrà essere metabolizzato tra le parti in causa.

 

Per dovere di cronaca, si segnala, infine, che è del 23.10.2021 la pubblicazione in G.U. della proroga al 31.12.2023 dell'entrata in vigore delle misure di allerta previste dal Codice della Crisi e della proroga alla primavera del 2023 (approvazione del bilancio 2022) dell'obbligatorietà per le società a responsabilità limitata della nomina dell'organo di controllo. 

 

Il rapporto tra Revisore ed Azienda: quali scenari futuri?

Da quanto descritto nei paragrafi precedenti, si intuisce che il legame tra imprenditore e revisore sia sempre più stretto e partecipe. Fino ad oggi, nella stragrande maggioranza dei casi, soprattutto nelle revisioni delle nano imprese, la figura del revisore è stata vista ed interpretata come un aggravio dei costi aziendali senza però percepirne dei reali benefici. Dopo la riforma della revisione, però il peso del revisore è aumentato e la sua "certificazione" positiva/negativa che sia, determinata dalla relazione al bilancio annuale, certamente ha avuto un impatto sempre maggiore verso i terzi lettori ed utilizzatori del bilancio stesso.

 

Il nuovo Codice della Crisi si muoverà in questa direzione: provocherà un dovere maggiore al revisore legandolo anche all'operato dell'imprenditore ma con la finalità di comprendere sempre meglio le dinamiche aziendali, andando possibilmente in aiuto di un'impresa in difficoltà permettendo, grazie anche al suo operato, di salvarla in tempo utile oppure comunque di avviare un percorso alternativo al fallimento che risulti meno gravoso per l'imprenditore e tutta la sua impresa, fatta di cose ma soprattutto di persone. Questo probabilmente è il futuro ruolo del Revisore Legale: una sempre maggiore ingerenza e presenza nei fatti aziendali con la finalità di aumentare la produttività aziendale e la capacità dell'imprenditore, supportato dal suo revisore, di capire i limiti della propria amministrazione e correggerli per evitare una stato di crisi.

 

Questo è il messaggio che dovrà passare nella mente dell'imprenditore: il Revisore Legale, una risorsa aziendale!

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