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Cessione credito e sconto in fattura: la proroga fino al 2024

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Come alla fine di ogni anno il Governo si appresta ad approvare la Legge Di Bilancio, il documento contabile preventivo che contiene le entrate e le spese che si prevedono per l’anno successivo. Sia le entrate, sia le spese, vengono calcolate in base alle leggi in vigore e naturalmente sono inclusi tutti gli incentivi e le agevolazioni che lo Stato offre ai propri contribuenti per incentivare l’economia del paese.

 

Quest’anno, più che mai, sono tantissimi coloro che attendono con ansia le nuove disposizioni che riguardano una delle manovre economiche più importanti degli ultimi anni, il Superbonus 110%.

 

Ricordiamo che il Superbonus 110% concede un’importantissima agevolazione a tutti coloro i quali vogliono migliorare la propria abitazione sia a livello energetico, sia sotto l’aspetto della sicurezza. Questi incentivi, infatti, includono i lavori che riguardano la messa in sicurezza dell’abitazione, soprattutto per coloro che vivono nelle zone a rischio sismico, e gli interventi che mirano a migliorare il risparmio energetico (cappotto termico, rifacimento del tetto, installazione di pannelli solari, infissi e tutto ciò che contribuisce a rendere energeticamente efficiente un’abitazione). 

 

Stando alle ultime notizie, la proroga del Superbonus 110% è ormai cosa certa, ma cosa ne sarà della cessione del credito e dello sconto in fattura?

 

Cessione del credito e sconto in fattura: cosa sono

Nonostante in quest’ultimo anno e mezzo si è spesso sentito parlare di cessione del credito e sconto in fattura, sono tanti coloro i quali non hanno ben capito di cosa si tratti. Eppure, questi due concetti sono di fondamentale importanza per capire gli enormi vantaggi che il Superbonus permette di avere. 

 

La cessione del credito è un accordo che permette di trasferire il credito verso un acquirente, detto cessionario. Questo strumento permette quindi di poter recuperare, cedendo appunto il proprio credito, i crediti che altrimenti sarebbero inesigibili. Va infatti ricordato che il rimborso per il Superbonus viene calcolato non solo rispetto alla spesa sostenuta per i lavori che rientrano nel bonus, ma anche in base al rimborso IRPEF che spetta al contribuente dopo aver compilato la dichiarazione dei redditi

 

Lo sconto in fattura, invece, permette di avere un rimborso direttamente sulla fattura piuttosto che una restituzione della somma, sotto forma di detrazione fiscale, spalmata in cinque o dieci anni.

 

In poche parole, queste due forme di agevolazione fiscale permettono di ottenere nell’immediato il bonus offerto dallo Stato per la messa in sicurezza e l’efficientamento energetico della propria abitazione, senza dover aspettare anni per la restituzione dell’intera somma e offrendo la possibilità di ottenere il bonus anche a coloro che non arrivano ad accumulare, attraverso l’IRPEF, l’intera somma che lo stato mette a disposizione per ogni singolo intervento. 

 

I bonus per cui è possibile applicare la cessione del credito e lo sconto in fattura

Per contrastare la crisi economica causata dalla pandemia da Coronavirus, il precedente Governo Conte ha stanziato fondi volti all’aiuto dei singoli cittadini così alla ripresa economica del Paese. 

 

Ricordiamo bonus come quelli destinati alle vacanze, all’acquisto di tablet e pc o al Cashback di Stato, volto soprattutto a contrastare l’evasione fiscale. Ma se per questi bonus non è necessario richiedere sconto in fattura o cessione del credito, perché trattasi di spese sostenibili da qualsiasi cittadino, la situazione è ben diversa quando si parla di lavori nel settore edilizio. 

 

Il Superbonus ha un duplice scopo: trainare il settore edilizio, il cui indotto è davvero considerevole, e rendere più sicure ed ecosostenibili le nostre abitazioni, andando a sensibilizzare i cittadini su un tema così importante come quello ambientale, concedendo loro anche un notevole risparmio sulle bollette. 

 

In questi ultimi due anni sono stati tanti coloro che hanno approfittato dei bonus per poter rendere più efficienti, sicure e confortevoli le proprie abitazioni. Va però ricordato che tali bonus non sono una novità: prima dell’approvazione del Superbonus 110%, il bonus energetico corrispondeva al 65% della spesa complessiva sostenuta per eseguire i lavori. Il rimborso viene erogato con rate annue per un tempo che va da 5 ai 10 anni. 

 

La grande novità è che grazie ai nuovi bonus, la somma che viene rimborsata al contribuente corrisponde al 110%. I bonus che rientrano nel 110% sono il Sismabonus e l’Ecobonus. Ricordiamo che vi sono altri bonus che forniscono importanti agevolazioni, come il Bonus Mobili e il Bonus Facciate. Quest’ultimo è stato sì prorogato ma con un rimborso massimo che è sceso dal 90 al 60%

 

La tanto attesa proroga e alcune novità

In questi ultimi mesi si è tanto discusso del destino del Superbonus 110% e non sono state poche le voci che parlavano di una sua probabile eliminazione. Alla fine, viste le pressioni del Movimento 5 Stelle, partito che ha ideato il Superbonus, e dell’opinione pubblica, il Governo ha optato per una proroga fino al 2024 ma, attenzione, non mancano le novità. L’estensione fino al 2024 riguarda i condomini e le case popolari, mentre per le case unifamiliari la proroga estende il bonus per tutto il 2022, sei mesi in più rispetto alle tempistiche previste dall’ultima legge di bilancio. La novità più importante riguarda la platea che potrà usufruire delle agevolazioni. È infatti stato aggiunto come requisito un’ISEE che non superi i 25.000€.

 

Oltre alla proroga del Superbonus, vi sono importanti novità che riguardano gli edifici storici. È infatti stato messo appunto il Bonus Restauro che prevede un contributo pari al 50% per tutti gli edifici di interesse storico ed artistico. 

 

Controlli sempre più stringenti

Dati gli enormi vantaggi del Superbonus e il poter accedere agli incentivi grazie allo sconto in fattura e alla cessione del credito, è facile immaginare che sono stati tantissimi a volerne approfittare. E si capiscono bene anche i motivi del malcontento se sia il Superbonus, sia la possibilità di ottenere la cessione del credito o lo sconto in fattura dovessero svanire.

 

Ma perché il Governo ha valutato la sospensione di questi incentivi che tanto possono dare all’economia del nostro Paese? Il motivo sta soprattutto nelle tante irregolarità che sono state rilevate grazie ai controlli, irregolarità che hanno portato ad un’elevata evasione fiscale: ben 800 milioni di euro legati agli sconti in fattura e alle cessioni del credito

 

Se, da un lato il Governo ha il compito di incentivare l’economia, dall’altro deve far fronte al fenomeno dell’evasione fiscale che sta mettendo a repentaglio una manovra che offre vantaggi non solo ai contribuenti, ma traina un settore importantissimo, come quello dell’edilizia, in crisi ormai da diversi anni. 

 

Gli esperti stanno quindi lavorando per poter mantenere i Bonus contrastando il più possibile l’evasione.

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