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La consulenza aziendale: una materia multidisciplinare fondamentale per la crescita dell’azienda

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L’avvio di un’azienda, si sa, è un momento fondamentale per un imprenditore: le responsabilità che derivano dalla gestione aziendale sono tantissime e occuparsene da soli, in modo esclusivo, è quasi impensabile.

 

Se non si ha mai avuto il modo di vedere e confrontarsi con tutti i processi che riguardano la gestione di un’azienda, difficilmente si avrà idea dell’immensa mole di lavoro che un imprenditore deve caricare sulle proprie spalle, soprattutto quando l’impresa inizia ad avere dimensioni consistenti e vi sono dunque dei dipendenti.

 

Proprio in questo contesto si inserisce una particolare disciplina, la consulenza aziendale, e i professionisti che se ne occupano. In questo articolo vedremo proprio che cos’è la consulenza aziendale e quali sono i vari processi nei quali tale disciplina è coinvolta.

 

Sono tantissimi quelli che pensano di avviare un’azienda pensando di sapere esattamente cosa è meglio fare, di non aver bisogno di alcun aiuto dall’esterno e ritenendo quindi che sia superflua la figura di un consulente aziendale; ma le varie difficoltà, i tanti cavilli burocratici da conoscere e, di conseguenza, gli inevitabili errori non tardano ad arrivare: un imprenditore, ad esempio, non è detto che abbia conoscenze a livello fiscale tali da decidere se è meglio utilizzare un determinato organigramma piuttosto che un altro; e questo vi assicuriamo che è solo uno dei mille esempi che si potrebbero fare.

 

Insomma, in poche parole, possiamo dire che il consulente aziendale è quella figura che aiuta l’imprenditore ad adottare le migliori strategie finanziarie per far prosperare la sua azienda.  

 

Gestire un’azienda: perché è difficile farlo da soli

Ogni imprenditore è solitamente alquanto geloso della propria azienda e, come già detto, spesso e volentieri esso pensa di sapere esattamente cosa fare per gestirla al meglio. In effetti, a ben pensarci, non è poi difficile comprendere i sentimenti di un titolare nei confronti della propria azienda: sicuramente avrà fatto dei sacrifici per avviarla, è frutto di una sua idea, ci ha lavorato tanto e il solo pensiero che qualcuno possa in qualche modo prendere delle decisioni in sua vece lo mette a disagio.

 

Ma, come già detto, le incombenze da gestire sono davvero tante e queste non stanno certo educatamente a rispettare il loro turno; spesso e volentieri un’immensa mole di lavoro si accavalla e tutto deve essere gestito nell’arco di un tempo ben definito perché è necessario rispettare le dovute scadenze. Quando il lavoro inizia ad accavallarsi e, oltre alla gestione dei propri operai e a quella dei clienti, si deve anche pensare alla parte finanziaria, si capisce bene che la situazione diventa alquanto complicata, portando alti livelli di stress all’imprenditore che a quel punto non sarà più in grado di prendere delle decisioni lucide.

 

Per non parlare del fatto che per gestire i vari aspetti legati alla gestione di un’azienda si devono avere delle competenze ben specifiche e non è detto, anzi non lo è quasi mai, che il titolare abbia fatto degli studi pertinenti.

 

A differenza di quello che si potrebbe pensare, un consulente aziendale non è una figura che va ad intaccare il potere decisionale di un imprenditore, non lo limita nelle sue azioni ma, piuttosto, possiamo definirlo come un sostegno, dotato delle giuste competenze in materia fiscale e finanziaria e che va a coadiuvare, attraverso le sue conoscenze, l’imprenditore nel perseguire i suoi obiettivi.

 

Una cosa che non deve essere sottovalutata è inoltre la lucidità con cui un consulente finanziario può prendere delle decisioni: non essendo emotivamente coinvolto nell’impresa, saprà prendere decisioni a mente più fredda, affidandosi ad un’analisi minuziosa che prende in considerazione tutti i vantaggi e gli svantaggi che una determinata operazione potrebbe comportare. 

 

In parole povere, possiamo dire che quando si parla di gestione aziendale, è fondamentale saper delegare. Non si può pensare di avere il tempo necessario, le competenze e il distacco giusto per portare a compimento tutti i compiti che una tale attività comporta e, soprattutto, non si può pensare di possedere tutto il know-how per muoversi senza commettere gravi e inevitabili errori. Affidarsi ad un professionista competente che comprenda esattamente gli obiettivi e sappia come raggiungerli al meglio è sicuramente la scelta più sensata.

 

Consulenza aziendale cosa fa? Il ruolo del consulente

Insomma, se pensiamo al fatto che già un semplice lavoratore dipendente si avvale di un commercialista per presentare la dichiarazione dei redditi perché da solo non saprebbe da dove iniziare, possiamo solo immaginare cosa voglia dire venire a capo di tutti i documenti, tutte le scadenze, le tasse e la burocrazia che riguarda un’intera azienda. Si capisce bene che la presenza di un consulente aziendale è fondamentale.

 

Ma esattamente, quali sono gli ambiti nei quali tale figura professionale è necessaria? Quando si parla di consulenza aziendale, quali sono le aree in cui questa interviene?

 

La consulenza aziendale tocca tutti gli aspetti legali, finanziari e fiscali di un’azienda ed in particolare si occupa dei seguenti aspetti:

  • Consulenza fiscale
  • Consulenza legale
  • Consulenza del lavoro
  • Marketing
  • Coaching (addestramento)

Ma, a livello pratico, come opera un consulente aziendale? Innanzi tutto, bisogna dire che è errato pensare che il consulente aziendale intervenga solo quando si presentano delle criticità ma, anzi, il suo supporto deve essere continuo in modo da evitare a priori situazioni non favorevoli ai propri assistiti. Sarà quindi interesse dell’imprenditore comunicare esattamente quali sono gli obiettivi e sarà lavoro del consulente aziendale aiutarlo a raggiungerli e questo grazie a conoscenze specifiche che gli permettono di analizzare le diverse situazioni e problematiche, proponendo soluzioni adeguate ad ogni singolo caso. In base a questo studio può proporre poi al titolare delle idee nuove o addirittura innovative che possono snellire i processi e rendere l’attività imprenditoriale più efficace e, perché no, anche più remunerativa.

 

Come si può vedere dall’ultima voce dell’elenco puntato appena stilato, una delle competenze di un buon consulente aziendale è il coaching, ossia l’addestramento: è infatti fondamentale che il consulente sia in grado di trasferire il suo know-how all’imprenditore e ai suoi collaboratori in modo da farli entrare nella giusta ottica, cosa che gli permetterebbe di prendere le migliori decisioni per il raggiungimento degli obiettivi comuni.

 

Andiamo ad analizzare adesso alcune delle già citate aree di pertinenza della consulenza aziendale.

 

I tanto temuti tributi: la consulenza fiscale

Una delle aree sicuramente più importanti e che merita di essere attenzionata proprio da un consulente aziendale è quella fiscale.

 

Quando si parla di fisco bisogna stare molto attenti; basta anche un errore in buona fede per incappare in una multa salatissima e, nei casi peggiori, anche in procedimenti penali. Insomma, quando si parla di fisco è meglio lasciare il fai-da-te al proprio garage.

 

La consulenza fiscale è anch’essa una disciplina molto variegata; una buona consulenza aziendale volta a gestire l’aspetto fiscale di una qualsiasi azienda si occupa sia della gestione ordinaria, sia di quella straordinaria.

 

Per gestione ordinaria si intendono tutti quei processi standard necessari per tenere a regola con il fisco qualsiasi tipo di attività commerciale come, ad esempio, adempimenti come dichiarazione dei redditi, dichiarazione IVA o fatturazione elettronica; parlando in termini spiccioli, la presentazione della dichiarazione dei redditi prodotti per poi poter pagare le tasse, secondo la base imponibile, come l’IRES, l’IRAP e l’IRPEF.

 

Vi è poi la gestione straordinaria, ovvero, una serie di strategie che vengono attuate a seconda dello stato dell’azienda e delle necessità del momento. Per capire bene di cosa stiamo parlando, pensiamo ad esempio, ai vari cambi di organigramma societario in modo da poter beneficiare di determinati strumenti di pianificazione fiscale; o, ancora, ad operazioni di fusione, scissione dell’impresa o trasformazione dell’attuale impresa in un’altra forma giuridica.

 

Chiaramente ogni azienda necessita di una consulenza aziendale e, più nello specifico, di una consulenza fiscale, fatta su misura quasi fosse un vestito. Un’impresa di piccole o medie dimensioni avrà necessità molto differenti rispetto a quelle di un’impresa con grandi fatturati. In quest’ultimo caso la cosa migliore è affidarsi ad un professionista specializzato in una disciplina così importante quanto delicata come quella fiscale.

 

Rispettare le normative è fondamentale: la consulenza legale

Quando si parla di aziende, tutte le attività commerciali sono strettamente legate all’ambito legale.

 

La consulenza legale è un’altra importantissima branca della consulenza aziendale. In questo caso, i professionisti si occupano di verificare che tutti i processi applicati alla gestione aziendale rispettino le diverse normative vigenti, e che in Italia si sa, non sono poche.

 

Una consulenza aziendale specifica in materia legale risulta poi essere indispensabile quando l’impresa in questione commercializza o comunque è attiva anche nei mercati esteri; in questo caso è fondamentale avvalersi di professionisti che abbiano competenze e conoscenze anche degli altri mercati (e lo stesso discorso vale anche per la consulenza fiscale). Ricordiamo infatti che le normative vigenti in Italia non sono le stesse per gli altri paesi e viceversa. Per intenderci: una data procedura potrebbe essere legale nel nostro Paese ma non esserla in un altro.

 

Quando si hanno dei dipendenti: la consulenza del lavoro

Inutile a dirsi: quando un’impresa ha anche dei dipendenti il tutto si complica. Si hanno sicuramente molte più responsabilità, sia in ambito fiscale, sia in ambito legale e non solo.

 

Il dipendente è un soggetto che va tutelato ed è responsabilità del titolare garantirgli tutti i diritti e la sicurezza sul e del posto di lavoro. Ad occuparsi proprio di questa altra branca è un altro ramo della consulenza aziendale, ovvero, la consulenza sul lavoro.

 

Il consulente del lavoro, figura professionale che spesso e volentieri viene confusa con quella del commercialista, è un professionista specializzato in Diritto del lavoro, ovvero quell’insieme di norme che disciplinano il rapporto tra il datore di lavoro e i suoi dipendenti e che ha come cardine il contratto di lavoro che si stipula tra le due figure.

 

All’atto pratico il consulente del lavoro, profondo conoscitore del diritto del lavoro, è un libero professionista che, prestando il proprio servizio alle varie aziende che ne fanno richiesta, diventa la figura di riferimento sia per i titolari dell’impresa, che così vengono sgravati da un compito piuttosto arduo, sia per i dipendenti, che possono rivolgersi a lui per qualsiasi dubbio relativo al contratto e non solo.

 

La promozione dei propri prodotti: il marketing

Quelli appena visti sono gli aspetti più pratici e onerosi di cui un consulente aziendale deve occuparsi.

 

Vi è poi un altro settore che forse è meno pressante per certi versi, ma di vitale importanza affinché una qualsiasi azienda possa prosperare: stiamo parlando del marketing.

 

Dare una definizione generale e sintetica di cosa sia il marketing è davvero molto difficile.

 

Citando Wikipedia “il marketing è un ramo dell'economia che si occupa dello studio e descrizione di un mercato di riferimento, ed in generale dell'analisi dell'interazione del mercato e degli utenti di un'impresa”.

 

L’attenta analisi del mercato e del proprio pubblico di riferimento, il cosiddetto “target”, serve per poter sviluppare prodotti che siano la risposta perfetta alle esigenze dei propri clienti. Ovviamente prima di arrivare al prodotto finale vi è un processo estremamente articolato che, come abbiamo già detto, parte dall’analisi di mercato, passando per vari test ed infine la promozione.

 

La consulenza aziendale è essenziale per migliorare i processi aziendali

Quelle che abbiamo appena visto sono solo alcune delle aree di competenza della consulenza aziendale; a prima vista sembrano essere delle macroaree molto diverse tra loro, eppure è fondamentale che tutte marcino insieme verso lo stesso obiettivo finale. Quello che infatti non va assolutamente sottovalutato è che un’area potrebbe influenzare, sia negativamente, sia positivamente, le altre aree o, comunque, si potrebbero avere dei rallentamenti nei processi aziendali che potrebbero impedirne la crescita.

 

Facendo un esempio pratico: si potrebbe avere un’azienda con un comparto marketing che va benissimo ma sotto l’aspetto fiscale la situazione non è delle migliori; in questo modo si potrebbe andare incontro a delle pesantissime sanzioni che andrebbero a rallentare la crescita dell’azienda stessa o, nei casi più gravi, potrebbero comportarne la chiusura (soprattutto se si tratta di piccola aziende). Viceversa, si potrebbe avere un’azienda che sotto l’aspetto fiscale è messa benissimo ma con un comparto marketing che non riesce a far decollare i suoi prodotti producendo quindi scarsi risultati in termini di vendita. O ancora, magari non vi sono particolari aspetti critici ma con un diverso organigramma o un diverso tipo di società si potrebbero apportare all’azienda benefici da un punto di vista fiscale.

 

Un consulente aziendale deve quindi saper analizzare ogni aspetto per valutare le azioni da intraprendere per ottenere un miglioramento coordinato nelle varie aree.

 

Società di consulenza aziendale o singoli professionisti?

Abbiamo quindi visto che la consulenza fiscale è una materia multidisciplinare. Possiamo definirla un po’ come un ombrello sotto il quale vi sono altre materie (anch’esse non meno complesse).

 

Un consulente aziendale è quindi una figura molto articolata le cui conoscenze spaziano dal Diritto privato al Diritto del lavoro, dal Diritto tributario al marketing.

 

Chiaramente ogni impresa ha delle necessità peculiari che possono essere molto diverse da quella di un’altra e, di conseguenza, farà affidamento ad un professionista piuttosto che ad un altro.

 

Le grandi aziende con grandi fatturati, ad esempio, che hanno anche un certo numero di dipendenti, di sedi e che hanno rapporti commerciali anche con l’estero, è quasi scontato il fatto che non si avvarranno di una sola figura ma, piuttosto, di società di consulenza aziendale che mettono a disposizione dell’azienda un team specializzato in consulenza aziendale, con figure che a loro volta saranno specializzate in una specifica branca di questa disciplina. In queste aziende, ad esempio, vi sarà il comparto che si occupa delle risorse umane, vi sarà l’esperto di marketing, l’esperto in Diritto tributario, quello in Diritto legale e così via.

 

Parlando di un’azienda di piccole dimensioni, invece, è più verosimile che si affidi ad un unico professionista che abbia delle conoscenze trasversali nelle diverse materie di cui abbiamo ampiamente parlato sopra. In questi casi, addirittura, la consulenza aziendale, nel suo significato più ampio, neanche viene presa in considerazione; oppure si fa piuttosto affidamento a singoli professionisti (commercialista e consulente del lavoro in primis), che lavorano in modo totalmente indipendente.

 

Come diventare consulente aziendale

Ma come si diventa consulente aziendale? Abbiamo visto che le materie che riguardano questa professione sono tantissime. Attualmente non vi è un vero e proprio percorso di studi che possa qualificare come consulente aziendale ma la facoltà che sicuramente ci prepara maggiormente a questa professione è quella di Economia e Commercio ed in particolare il ramo detto Economia Aziendale. Tramite questo percorso di studi, infatti, si potranno acquisire solide basi riguardo tutti i vari campi dell’economia e della gestione aziendale. Fondamentale poi per diventare un bravo consulente aziendale è sicuramente l’esperienza e tanto studio, anche dopo aver conseguito la laurea. Tenersi sempre aggiornati è fondamentale, soprattutto in un settore nel quale le novità non mancano mai. Vi sono inoltre delle skill fondamentali da acquisire e per le quali lo studio può poco: si deve infatti essere dei bravi comunicatori: è fondamentale riuscire a comunicare ai propri clienti la strategia che si è pensato di mettere in atto; si devono avere ottime capacità di problem solving, per fronteggiare eventuali imprevisti senza farsi prendere dal panico; si deve possedere una mentalità innovativa, aperta alle novità, umile, pronta ad apprendere e a mettere infine in pratica le nuove conoscenze. 

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