Welink Accountants Welink Accountants
contributo-perequativo-anti-covid-19

CONTRIBUTO PEREQUATIVO ANTI COVID-19

Nel mese di dicembre si possono presentare, in via telematica, all’Agenzia delle entrate, le istanze per ottenere dei contributi a fondo perduto (c.d. contributo perequativo). Dette istanze, per non essere respinte, debbono contenere l’IBAN su cui accreditare l’importo richiesto e la sottoscrizione del richiedente.

 

1° Decreto del contributo perequativo

Il primo decreto, a firma del Ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, è destinato ai titolari di discoteche, sale da ballo, cinema, teatri, palestre e piscine, le cui attività sono rimaste chiuse per effetto della pandemia Covid-19; la domanda per ottenere il ristoro va presentata tra il 2 e il 21 dicembre.

 

Lo stanziamento per questa tipologia di contributi è di 140 milioni di euro ed è destinato:

  • fino a 25 mila euro per discoteche, sale da ballo e attività similari che sono state chiuse alla data del 23 luglio 2021;

  • fino a 12 mila euro per le attività operanti negli altri settori dell’intrattenimento e dello svago (cinema, musei, piscine, palestre, cerimonie, etc.) rimaste chiuse per almeno 100 giorni tra il 1° gennaio e il 25 luglio 2021.

 

2° Decreto del contributo perequativo

Il secondo decreto, a firma del Ministro dell’Economia Daniele Franco, è destinato a tutti i soggetti, titolari di partita Iva, che svolgono attività d’impresa, arte o professione o che producono reddito agrario, purchè residenti in Italia o con stabile organizzazione nel territorio italiano.

 

Per queste tipologie di attività lo stanziamento del fondo è di 4,4 miliardi di euro e le domande possono essere presentate dal 29 novembre al 28 dicembre e non è previsto un importo minimo di sostegno, ma solo un importo massimo di 150.000 euro.

 

Chi non puo' ottenerlo

Sono esclusi da questo tipo di contributo:

  • gli Enti pubblici di cui all’art. 74 TUIR;
  • gli intermediari finanziari e le società di partecipazione di cui all’art. 162-bis TUIR;
  • i contribuenti che, nel periodo d’imposta 2019, hanno conseguito ricavi o compensi superiori a 10 milioni di euro;
  • i contribuenti con partita Iva non attiva alla data del 26 maggio 2021;
  • i soggetti che hanno attivato la partita Iva successivamente al 26 maggio 2021.

Per potere accedere, invece, al contributo perequativo occorre, innanzi tutto, che sia stata presentata la dichiarazione dei redditi, relativa all’anno 2020, entro il 30 settembre 2021 e, entro la stessa data, deve essere avvenuta la presentazione di quella relativa all’anno 2019.

 

Procedura per usufruire ai contributi

Prima di passare ai requisiti per potere usufruire dell’indennizzo, bisogna precisare che per precedenti contributi si è fatto riferimento alla diminuzione dei ricavi, cioè delle vendite, mentre per questo tipo di contributo bisogna fare riferimento al “risultato economico”.

 

L’Agenzia delle entrate, con provvedimento n. 227357 del 4 settembre 2021, ha precisato che il peggioramento del risultato economico viene calcolato facendo riferimento alla differenza negativa tra l’imponibile fiscale del 2020 rispetto a quello del 2019. A titolo esemplificativo il valore cui fare riferimento è quello riportato al “Rigo RF63” della dichiarazione dei redditi delle società di capitale, cioè al risultato economico dell’imponibile fiscale, che tiene conto delle variazioni fiscali in aumento e in diminuzione dal conto economico del bilancio.

 

Come calcolare l'importo del contributo

Per determinare l’importo del contributo a fondo perduto, bisogna innanzitutto verificare che il risultato economico, relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2020, sia inferiore di almeno il 30% rispetto a quello del risultato economico del periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019.

 

Superata questa limitazione, bisogna calcolare la differenza tra il risultato economico dell’esercizio relativo al periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2019 e quello relativo all’esercizio in corso al 31 dicembre 2020.

Dal risultato così ottenuto, bisogna detrarre i contributi a fondo perduto riscossi dall’Agenzia delle entrate.

 

Al risultato, se di segno positivo, va applicata una delle seguenti percentuali:

  • -30% se i ricavi o i compensi dell’anno 2019 sono pari o inferiori a 100.000 euro;
  • 20% se i ricavi o i compensi dell’anno 2019 sono superiori a 100.000 euro, ma non a 400.000 euro;
  • 15% se i ricavi o i compensi dell’anno 2019 sono superiori a 400.000 euro, ma non a 1.000.000 di euro;
  • 10% se i ricavi o i compensi dell’anno 2019 sono superiori a 1.000.000 di euro, ma non a 5.000.000 di euro;
  • 5% se i ricavi o i compensi dell’anno 2019 sono superiori a 5.000.000 di euro, ma non a 10.000.000 di euro.

Come riportato in precedenza, l’importo del contributo non può essere superiore a 150.000 di euro, mentre non è previsto un importo minimo e che l’accredito del contributo a fondo perduto viene fatto sul conto corrente indicato dal contribuente sulla domanda del contributo. A scelta del richiedente il contributo può essere riconosciuto come credito d’imposta.

 

Esempio di calcolo

Per meglio comprendere il meccanismo del calcolo del contributo perequativo, valga l’esempio che segue. Un contribuente nell’anno 2019 ha conseguito ricavi per 90.000 euro e ha ottenuto un risultato economico (imponibile fiscale) di 50.000 euro. Nel successivo anno 2020 il risultato economico è stato di 20.000 euro, con una diminuzione di 30.000 euro. In questa ipotesi la diminuzione del risultato economico, tra il 2020 e il 2019, è superiore al 30% e quindi può accedere al contributo a fondo perduto. Il secondo dato da prendere in considerazione è la differenza tra il risultato economico del 2019 e del 2020 che, nell’ipotesi considerata, ammonta a 30.000 euro dal quale vanno detratti i contributi avuti in precedenza che ipotizziamo essere stati di 10.000 euro. Si ottiene così l’importo di 20.000 euro su cui va applicata l’aliquota del 30% in quanto i ricavi conseguiti nell’anno 2019 si trovano nella prima fascia, cioè quelli fino a 100.000 euro. Pertanto il contributo risulta essere di 6.000 euro (30.000 – 10.000 x 30%).

 

Nei casi di “trasformazione aziendale”, effettuata successivamente al 31 dicembre 2018, il risultato economico relativo agli anni 2019 e 2020, cui fare riferimento per il calcolo del contributo, va determinato considerando la posizione del richiedente e quella del “soggetto confluito”.

A dire il vero queste affermazioni contenute nelle istruzioni dell’Agenzia, non sono alquanto chiare. Tuttavia l’Agenzia nei chiarimenti fatti per precedenti aiuti (circolari 15/E e 22/E del 2020), ha precisato che per i soggetti costituiti dopo il 1° gennaio 2019 e per i casi di trasferimento di azienda, l’avente causa deve tener conto dei valori del dante causa. Concetto che, in assenza di precise istruzioni, può essere utilizzato per le richieste di contributo perequativo nei casi di “trasformazione di azienda”.

Sei un Commercialista?

Fai conoscere il tuo Studio su Welink Accountants